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Mario Donizetti
"Lust"

Io venni in luogo d'ogni luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti È combattuto.
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina:
voltando e percotendo li molesta.
(Inf. V, 28-33)

Intesi ch'a così fatto tormento
enno dannati i peccator carnali,
che la ragion sommettono al talento.
(Inf. V, 37-39)

A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fe' licito in sua legge
per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell'È Semiramìs, in cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra [Egitto] che 'l Soldan corregge.
L'altra [Didone] È colei che s'ancise amorosa,
e ruppe fede al cener di Sicheo [re di Tiro];
poi È Cleopatràs lussur´osa.
Elena vedi, per cui tanto reo
tempo si volse, e vedi il grande Achille,
che con amore al fine combattÈo.
Vedi Parìs [Paride], Tristano"; e più di mille
ombre mostrommi, e nominommi, a dito
(Inf. V, 55-68)

"Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense".
(Inf. V, 100-107)

E quella [Francesca] a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
nella miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.
Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
(Inf. V, 121-126)

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più f´ate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il dis´ato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
(Inf. V, 127-138)

Quivi la ripa fiamma in fuor balestra,
e la cornice spira fiato in suso
che la reflette e via da lei sequestra;
ond'ir ne convenìa dal lato schiuso
ad uno ad uno; e io temea il foco
quinci, e quindi temea cader giuso.
(Purg. XXV, 112-117)

e vidi spirti per la fiamma andando;
(Purg. XXV, 124)

Indi al cantar tornavano; indi donne
gridavano e mariti che fuor casti
come virtute e matrimonio imponne.
(Purg. XXV, 133-135)

la nova gente: "Soddoma e Gomorra";
e l'altra: "Nella vacca entra Pasife,
perché 'l torello a sua lussuria corra".
(Purg. XXVI, 40-42)

Nostro peccato fu ermafrodito;
ma perché non servammo umana legge,
seguendo come bestie l'appetito,
(Purg. XXVI, 82-84)

come l'angel di Dio lieto ci apparse.
Fuor della fiamma stava in su la riva,
e cantava "Beati mundo corde!"
in voce assai più che la nostra viva.
(Purg. XXVII, 6-9)

work

Calm, collected, balanced painting, and pure even when it portrays the sin of Lust. Overall it is arranged like a group sculptured in very audacious partial views of bodies bound together in a sensual tangle of legs. A lost expression of she who is lost in lust, an exclusively carnal pleasure. The snake lurks there greedily. The sexual act, in itself sacred, is thus inserted in the context of evil due to the abuse of those who follow "their appetite like beasts".

"Lust is a mysterious sore in the side of the species - Bernanos writes. - What am I saying? In its side? At the source itself of life". It reserves all the pleasure for the body. But the body, separated from the soul, precludes that fulfilling joy of the spirit which is also capable of satisfying the body. The sexual revolution of this century is still flying low among pleasures occasionally taken, sometimes offered by the market or guaranteed by a drug. It is still a long way from the capacity to bring body and soul into harmony, whilst the exaggerated idolatry of external beauty and youth alienates us from our own imperfect body, no less important than the spirit, as the English poet John Donne (1572-1631) so marvellously writes: "So must pure lovers soules descend / T'affections, and to faculties, / Which sense may reach and apprehend, / Else a great Prince in prison lies. / To'our bodies turne wee then, that so / Weake men on love reveal'd may looke; / Loves mysteries in soules doe grow, / But yet the body is his booke".

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