Artists » Mario Donizetti » The seven deadly sins
 
back
Mario Donizetti
"Pride"

Lo naturale [amor] è sempre sanza errore,
ma l'altro puote errar per malo obietto
o per troppo o per poco di vigore.
(Purg. XVII, 94-96)

è chi [superbo] per esser suo vicin soppresso
spera eccellenza, e sol per questo brama
ch'el sia di sua grandezza in basso messo;
chi [invidioso] podere, grazia, onore e fama
teme di perder perch'altri sormonti,
onde s'attrista sì che 'il contrario ama;
ed è chi [iracondo] per ingiuria par ch'aonti,
sì che si fa della vendetta ghiotto,
e tal convien che il male altrui impronti.

Questo triforme amor qua giù di sotto
si piange...
(Purg. XVII, 115-125)

"Quei fu al mondo persona orgogliosa;
bontà non è che sua memoria fregi:
così s'è l'ombra sua qui fur´osa.
Quanti si tengon or là su gran regi
che qui staranno come porci in brago,
di sé lasciando orribili dispregi!".
(Inf. VIII, 46-51)

Non vo' però, lettor, che tu ti smaghi
di buon proponimento per udire
come Dio vuol che 'l debito si paghi.
(Purg. X, 106-108)

Ed elli a me: "La grave condizione
di lor tormento a terra li rannicchia,
(Purg. X, 116-117)

Come per sostentar solaio o tetto,
per mensola tal volta una figura
si vede giugner le ginocchia al petto,

[...sotto a quei sassi... così fatti vid'io color...]
(Purg. X, 130-132, 119-135)

Vero è che più e meno eran contratti
secondo ch'avìen più e meno a dosso;
e qual più pazienza avea nelli atti,
piangendo parea dicer: "Più non posso".
(Purg. X, 136-139)

quell'ombre orando, andavan sotto il pondo,
(Purg. XI, 26)

purgando la caligine del mondo.
(Purg. XI, 30)

"E s'io non fossi impedito dal sasso
che la cervice mia superba doma,
onde portar convienmi il viso basso",
(Purg. XI, 52-54)

"L'antico sangue e l'opere leggiadre
di miei maggior mi fer sì arrogante,
che, non pensando alla comune madre,
ogn'uomo ebbi in despetto tanto avante,
ch'io ne mori'; come, i Sanesi sanno"
(Purg. XI, 61-65)

Credette Cimabue nella pintura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura:
(Purg. XI, 94-96)

Non è il mondan romore altro ch'un fiato
di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi,
e muta nome perché muta lato.
(Purg. XI, 100-102) 

work

Cold colours for cold Pride, so in love with herself as to think she is superior enough to disdain the others reduced to dummies at her feet.

Haughty, scornful, distant, insolent face. Cold eyes. Everything around becomes a desert of loneliness.

The house is no longer a house with large windows, but a tower and fortress with small slits, where you can close yourself in, excluding yourself from the life of other men and from life itself.

Pride has a sad face, incapable of coming out of its ego and opening up to others, incapable of the humility "ov'Ŕ perfetta letizia" (where bliss is perfect), incapable of warmth, which is open-hearted relationship with other people. According to Bernardo di Chiaravalle, all the other sins of man derive from this, so you come across it in the lowest of the seven frames of Dante's Purgatory, oppressed by the weight of heavy boulders which bend the sinners to the ground. It is the first of the seven S's to be cancelled in order to ascend to the joy of Paradise.

Out of pride, Lucifer turned from Angel to Devil and precipitated into the Underworld. Adam and Eve were banished from Eden because of Pride. The tyrants of yesterday and of today, blinded by pride in their own riches and in their power, are the continual cause of injustice, destruction and death, on account of Pride. They have nothing but a wilderness of dummies around them: slaves mutilated in spirit, or rebels martyred in body.

back