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Mario Donizetti
estratto circa "Designer"
Iacopo Di Bugno 

Scrivevo, poco tempo fa, in occasione della mostra La mia Bergamo, dell'emozione che si prova ad entrare nella casa di Mario Donizetti: "...la splendida abitazione svela non meno della sua pittura una sensibilità assolutamente inconfondibile ed unica" e riportavo in quel mio scritto anche la testimonianza di Ermanno Olmi: "È sufficiente aprire le porte della sua casa per capire l'enorme spessore umano dell'artista che ci troviamo di fronte. Gli oggetti, i colori definiscono più di ogni parola una personalità di assoluto rigore".

Quei colori, quegli oggetti sono oggi in mostra alla Galleria Arsmedia, a Bergamo, in piazza dell'Accademia Carrara ad un passo dal Museo d'Arte Moderna e Contemporanea dove, da poco, nelle Sale della Raccolta Spajani, è tornato a comparire il dipinto di Donizetti "Gli Istrioni riscoprono la Commedia dell'Arte", dal Maestro stesso restaurato e riportato al primitivo splendore.

Questa mostra di design è l'esposizione di piccoli oggetti d'uso quotidiano trasformati in vere e proprie opere d'arte e rappresenta l'ultima, in ordine di tempo, delle sfide con la contemporaneità e le problematiche della contemporaneità che il grande bergamasco - come forse nessun altro artista nel nostro tempo - ha saputo accettare e vincere.

Perché in Donizetti c'è la fermezza del rispetto per le tradizioni immortali, la certezza dei valori stabili, l'amore per l'armonia e - per riportare ancora parole di Ermanno Olmi - l'essenzialità dell'impostazione...

Quell'essenzialità dell'impostazione che è l'impalcatura di tutto il fare ed il pensare di Donizetti e che troviamo nell'ardire dei suoi Crocefissi, nello splendore dei suoi nudi, nella bellezza dei suoi ritratti, nei suoi fiori, nei suoi paesaggi così come nell'ardire dei suoi scritti di filosofia dell'arte, ma anche nell'ardire del disegno e della progettazione dei suoi oggetti d'uso...

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