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Mario Donizetti
"I Vizi Capitali - Dialogo Teatrale"
Mario Donizetti 

LUSSURIA

I Voce (Dotto)    - Quando la ragione della generazione ad alta voce chiama, le nostre viscere diventano la nostra ragione. Ma la ragione delle viscere è una prigione.

II Voce (Satiro) - Quando l'esigenza che ci ha generato ad alta voce chiama, ogni nostra resistenza è peccaminosa. Quando gli avi comandano che l'atto si compia, il nostro tempo personale si unisce al tempo dell'esistenza totale e allora è impossibile resistere alla piena che trascina alla generazione. È impossibile non consumare il più sacro e sontuoso banchetto.

I Voce - Ma questa voce è continua e a volte ci fa violenza. La voce che ci ha generato diventa per noi strumento di tortura.

La voce della generazione chiama in ogni momento. Chiama anche quando la pianta è sterile e i fiori cadono al soffio del primo vento.

La volontà della generazione è anche volontà della sua distruzione. Perché uccide il seme che ha fatto spasimare alla vita.

Comanda la nascita di infiniti germogli e poi li stronca prima che il verde del loro stelo desideri il calore del sole.

Nelle viscere della terra si consuma la violenta sopraffazione del suo seme.

La potenza della sopraffazione è amore alla vita e la morte del debole è giusta. La crudeltà della natura è crudele fino allo sterminio.

La volontà della generazione che in me è comandamento, tracima la misura. Il mio desiderio è più grande di me, sono assetato oltre l'amore nell'amore inutile: nella lussuria.

Natura spietata esige lussuria per distruggere le sue creature.

II Voce - Ma se così non fosse noi verremmo sorpresi impreparati al compimento del suo progetto. La lussuriosa libidine è necessaria ed è piacevole perché è necessaria.

I Voce - È piacevole perché ti inganna con l'adulazione. Mi accieca con l'illusione della libertà e non sente la mia costrizione.

Io vivo la mia lotta perdente.

Vivo la contraddizione in ogni istante del mio tempo.

II Voce - Il lamento dell'abbondanza è scritto dall'ingratitudine e vociato dalla falsità.

Se comanda natura, il lamento esce sempre da un sepolcro imbiancato.

Lussuria, è vero, colpisce anche i casti che si lamentano della tentazione, ma se i casti non fossero tentati non sarebbero casti ma impotenti.

I casti lamentosi come te o vogliono la castità servita fredda o sono ipocriti quando lussuria li vuole.

Cosa dovrebbe dire chi ha scelto verginità? Dovrebbe protestare in piazza S. Pietro. Ingiuriare il Papa che trovi una soluzione al conflitto e metta pace fra natura lussuriosa e verginità, altro che quisquilie di casti.

Leveresti lamento se tu fossi impotente? Lussurioso non lamentarti dell'abbondanza altrimenti natura potrebbe farti uno scherzo.

A chi allora urleresti le tue rivendicazioni? Forse a Dio che ti ha esaudito, o al demonio che ti ha suggerito l'infame lamento?

I Voce - Maledetta velenosa bocca. Lascia che tutto si compia. Non impedire il lamento che consola. Sei crudele a parole ma già tutto è nei fatti crudele e allora taci. Perché dovrei onorare la mia debolezza?

II Voce - Perché mostreresti forza.

Tu finirai i tuoi giorni imprecando contro natura.

Rinnegare la propria debolezza è una vera debolezza. La forza consiste nel mostrare la propria debolezza.

E poi il lussurioso che si sconfessa è cattivo. Trasmette un dolce fluido e poi ti pugnala. Il buon lussurioso invece ti offre la sua debolezza e nel far questo acquista la forza dell'agnello.

Donna non credere una sola parola sussurrata dal lupo che sconfessa la sua lussuria, perché è un debole che si nasconde per colpire a tradimento. È un falso agnello, è un puro delinquente.

I Voce - Non l'ascoltate.

Lussuria né è buona né è cattiva. È il godimento tormentoso di un godimento immaginario.

II Voce - È un tormento? ... (sorride)

I Voce - Sorridi infame.

Invoca abbondanza nell'abbondanza.

Per nutrire in abbondanza morte e sterminio.

A te manca solo l'aiuto in provetta che è lussuria senza castigo, che è lussuria pura senza accidenti, senza tormento, senza obblighi, senza rischio. Pura volontà di dominio, pura centralità antropomorfa, pura superbia di razza.

II Voce - Io conservo nella bocca la forma del seno della donna che ha tenerezza per me. E perché nessuno possa togliermi la grazia d'essere solo io il custode di tale grazia mento e sputo sentenze bigotte come fai tu. Se ti dovessero ascoltare, la moltiplicazione sulla terra si farebbe per procura e al posto della volontà si userebbe il manuale della fecondazione razionale.

Chi per amore sogna lussuria non pecca e se lussuria non è consumata è meritoria.

(pausa) Se consumata è meritevole.

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