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Mario Donizetti
"I Vizi Capitali - Dialogo Teatrale"
Mario Donizetti 

SUPERBIA

I Voce (Dotto)    - In questa bassa considerazione che noi abbiamo dell'accidia e del totale disprezzo dei vizi comuni io trovo l'origine della nostra superbia.

II Voce (Satiro) - Vuoi dire che il vizio della superbia consiste nella bassa considerazione degli altri vizi.

I Voce - Voglio dire che anche l'accidia, e così gli altri vizi, è degna di studio e comprensione perché avendo la sua motivazione nella sua causa, esiste per necessità.

Solo ciò che si vorrebbe dato a caso è indegno di interesse. Poiché il caso, se mai fosse possibile l'esistenza del caso, non è necessario che ci sia. Il caso è senza necessità d'esistere. E perciò anche il peggiore dei vizi deve essere degno del mondo e della nostra considerazione, altrimenti superbia coltiva il suo campo.

Superbia giudica dall'alto e per questo ogni cosa le sembra piccola. Ma ciò che fa piccolo l'altro, è piccolo da sé.

II Voce - Il superbo trova tutto piccolo a causa della sua piccolezza.

Ogni giorno si assiste alla commedia dell'idiota nei panni del genio, del miserabile nei panni dell'opulente.

I Voce - Ogni giorno si riceve una lezione di sapienza dall'ignorante.

II Voce - Di onestà da un ladro.

I Voce - Di eleganza da un goffo, di logica da uno sconclusionato, di etica da un qualunquista.

II Voce - Volevi dire da un politico.

Di arte, da uno che fa la cacca in una scatola, la sigilla, ci mette l'etichetta in lingua francese perché fa fino nei salotti dei parassiti. E per ultimo ti spiega che tutto è cacca e la sua è il simbolo rappresentativo ossia artistico di tutta la cacca del mondo. Il figlio di buona donna si è fatto acuto ma la superbia alla fine gioca uno scherzo atroce. Ti fa credere dotto per ridurti ignorante.

Il superbo scava la propria fossa credendo di metterci gli altri.

E la fossa è anche fisica, non solo metaforica. Infatti chi ha mai visto superbia in un viso sano e rubicondo?

Il superbo ha una faccia freddolosa anzi glaciale. Il freddo lo immobilizza e lo fa sembrare cadavere. Vive nella fossa. Una piccola fossa adeguata alla grandezza della superbia dentro composta.

Solo umiltà acquista grandezza e sempre più è basso chi da sé si innalza.

Sempre più è basso partendo dalla statura verticale alla statura orizzontale sotto il livello del calpestio stradale.

I Voce - Eppure senza superbia la nostra identità sarebbe dubbia.

Ogni più indifeso essere vivente può non morire di paura al cospetto della grande forza solamente perché al di là della sua consapevolezza d'essere debole possiede certezza e dignità.

II Voce - è ottenebrato dall'orgoglio d'essere se stesso oltre la forza degli altri.

Ogni più piccolo e debole essere, muove alla guerra senza sapere che verrà schiacciato e a questo punto lo spinge superbia.

Così per tutti superbia è spina dorsale della vita e insieme falce della morte.

I Voce - Nel calice della vita a ognuno è versato il veleno della superbia. E secondo porzione procura infelicità e solitudine.

II Voce - Il superbo è sempre schizzinoso. La pietanza degli altri gli sembra sempre schifosa e allora mangia se stesso come leccornia e preferisce soprattutto il suo sterco, come si è visto, così il conto alla fine è pagato.

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