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Patrizia Masserini
dal quotidiano "Libertà"
Forte tensione spirituale nelle opere della Masserini Enio Concarotti (Libertà, Piacenza - 25 aprile 1996)

La progettualità creativa della Masserini nasce da una sensibilità inquieta, nervosa, in continua tensione, presa nel fascino di un espressionismo che, figurativo o no, propone una penetrante indagine nella realtà da cui astrae il simbolo, di accensioni quasi sempre tese e drammatiche.

È emblematico nella sua pittura il puntuale e ricorrente "momento di rottura" dell'immagine, sia essa di una figura femminile o di un albero, che interrompe uno svolgimento figurativo realisticamente leggibile e interpretabile aggredendolo con una specie di fibrillazione segnica e cromatica che stravolge e allarma suggerendo quel senso di divisione, di disintegrazione, di insofferenza, di dolorosa incompatibilità che distrugge un'armonia, una unitarietà, un ordine non tanto estetico quanto morale e spirituale.

Di fronte alle sue composizioni si compone lo strano avvertimento di qualcosa di estremamente realistico e fotografico che si sfalda, si disintegra, rinuncia ad una sua obiettiva plasticità per trasformarsi in pura vibrazione psicologica e spirituale che non soltanto annulla ma contesta quella dimensione di impatto figurativo. È come se in una certezza solida e ben costruita irrompesse, improvvisa e devastante, la rivelazione ammonitrice di una fragilità, di una consunzione, di un richiamo alla fatale provvisorietà di una bellezza e di una buona salute formale e anche spirituale che va incontro al suo irreparabile destino di disorganizzazione finale.

Tutto ciò appare vero non soltanto nello svolgimento grafico che, in certe sequenze, richiama il senso scompositivo di un surrealismo cubista freddo, determinato e metallico ma anche nel colore o, più precisamente, nella luce di un colore che non è più fisicamente naturale ma che valica, supera, va oltre qualsiasi identità realistica e penetra nel mondo della visione, del sogno o meglio, in questo caso, dell'incubo e dell'assedio psicanalitico, della pura trasfigurazione fantastica segnata, però, da una costante immanenza di ombra, di pessimismo, di forte ansia esistenziale.

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