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Pino Viscusi
Biografia

Pino Viscusi

Pino Viscusi è nato a Macerata nel 1936; dopo aver trascorso l'infanzia a Reggio Emilia, si trasferisce con la famiglia a Salerno, dove completa gli studi superiori ed inizia la sua attività artistica presso la locale Scuola di Ceramica. Nel 1960 si trasferisce a Bergamo, dove entra in contatto con le avanguardie della pittura moderna e trasforma il suo linguaggio da figurativo in astratto. Nel 1966 diventa collaboratore per la critica d'arte de L'Eco di Bergamo e del Giornale di Bergamo. Nel 1976 consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano e nel 1990 il Diploma in Scienze Religiose presso il Seminario di Bergamo. L'incontro con la figura e l'opera di Padre David Maria Turoldo lo conduce a sperimentare un diverso linguaggio pittorico in cui dimostra che "la parola stessa da immagine mentale può diventare immagine visiva". Vive e lavora a Bergamo nel suo studio abitazione di via Ghisleri, 17.
e-mail: Pino Viscusi
 
Ambientazioni in strutture pubbliche e private
  • Scultura cromo-reticolare in ferro sulla facciata degli impianti sportivi di Fara Gera d'Adda (BG) (cm. 700x600),1982
  • Affresco nel refettorio della Scuola Materna di Fara Gera d'Adda (BG), 1982
  • Affreschi nei laboratori medici dell'USSL di Fara Gera d'Adda (BG), 1984
  • Interventi cromatici in plexiglas nelle Terme di Vinadio (Cuneo), 1988
  • Scultura luminosa nella palestra Sport Più, Bergamo, 1990
  • Interventi cromatici in plexiglass nell'Istituto Tecnico Aeronautico, Bergamo, 1992
  • Ciclo ispirato alle poesie di S. Alfonso Maria de' Liguori nel Monastero delle Suore Redentoriste di Scala (SA), 1996
  • Ciclo ispirato alla Creazione, nella Scuola Materna Benvenuti di Bergamo, 1997
  • Ciclo ispirato a L'Eterno Femminino nella poesia di D. M. Turoldo, nell'ambulatorio di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, 1998
  • Ciclo ispirato a "Gli amorosi sensi", Istituto Tecnico Commerciale "B. Belotti", Bergamo, 2000
  • Ciclo ispirato alle poesie di Turoldo, Istituto Superiore "D. M. Turoldo", Zogno (BG), 2000
  • Ciclo per il Centenario Cgil, negli uffici di Bergamo via Garibaldi 3, 2001
  • Ciclo ispirato al Vangelo di Giovanni, nell'Istituto Ospitale Magri di Urgnano (BG), 2002
  • Ciclo ispirato alla Pace, nelle Scuole Medie Camozzi di Bergamo, 2003

Percorso Artistico
  • Evanescenze 1960-1975
  • Progetti d'astrazione 1976-1985
  • Contrapposizioni cromatiche 1986-1991
  • I Colori dell'Amore
Alcune Opere
Testi e Pubblicazioni
Pubblicazioni
  • Quando l'arte è un canto di speranza, 1993, edizione Il Conventino, Bergamo
  • Poema semantico L'Eterno Femminino nella poesia di David Maria Turoldo, edito dalla rivista Como, 1993
  • La Parola Dipinta, edito dalla rivista Como,1994
  • Poesia religiosa: Passato e Presente, edito dalla Associazione E.L.C.E.P.P.O Salerno, 1996
  • Lo stile Vietri tra Dolker e Gambone, edizione Il Sapere, Salerno, 1996
  • Le Città del Sogno (ELEA la città dei filosofi - CASTELL'ARQUATO la città del popolo - SABBIONETA la città del principe - S. LEUCIO la città egualitaria - CRESPI D'ADDA la città operaia), edizioni Il Sapere Salerno, 1999
  • Le silenziose avanguardie - Cronache e rivelazioni, Bergamo nel XX secolo Arte astratta ultima frontiera, edito Otium Ac Negotium, Salerno, 2001
  • Anche le parole hanno le ali, edito Otium Ac Negotium, Salerno, 2003

LO SPAZIO DELLA PAROLA
Pino Viscusi, architetto, pubblicista e pittore, è giunto, dopo trent'anni di ricerca artistica, a costruire lo Spazio ed il Colore: egli sa bene che la parola può essere lieve come una piuma, granitica come un monolite, veloce come un grido, pietrificante come la morte. Sa della parola come metafora del viaggio, sa infine che i colori della parola moltiplicano significati e messaggi.

LA PAROLA È IMMAGINE
Lo è per il suo potere evocativo, per la forza che ha di narrare anche ciò che omette.

DI CHE COLORE SONO LE PAROLE?
Hanno l'intensità dell'amore, la purezza dell'incanto, la trasparenza divina. E i colori hanno anche un suono, intenso, squillante, angosciato. Le parole, i colori, i suoni, per essere il codice linguistico senza il quale saremmo solo muti spettatori del nostro destino, si intrecciano, contendono lo spazio senza antagonismi, generano forme sintetiche eppure perennemente esplodenti.
Claudio Caserta

LA PAROLA È EPIFANIA
…La poetessa americana Emily Dickinson celebra la potenza creativa della parola con una lirica folgorante: "Una parola è morta quando è detta dicono alcuni. Ma io vi dico: che comincia a vivere soltanto allora." Majakovsky nel "Flauto di vertebre", confessava: "Guardate sulla carta sono crocefisso coi chiodi delle parole". La resurrezione del poeta può essere compiuta "schiodandolo" dalle parole, facendole volare per l'aria, facendole rimbalzare nel cuore, facendole vivere nel mondo. E uno dei modi può essere quello di farle diventare colore, luce, trasformandole in epifania di forme da sinfonia di voci quali esse erano. È ciò che ha voluto realizzare il pittore Pino Viscusi, che è diventato a sua volta poeta rendendo incisive le parole, facendole brillare di significati segreti attraverso le iridescenze cromatiche.
Mons. Gianfranco Ravasi

ANCHE LE PAROLE HANNO LE ALI
Questo nuovo libro di Pino Viscusi regala emozioni fin dal titolo, Anche le Parole hanno le Ali, che prospetta di librare in aria il lettore e di condurlo verso lidi lontani, sconosciuti. Scorrendo l'indice non si rimane delusi; appare subito evidente il percorso che, sulla scia delle parole in volo, l'autore invita a realizzare al suo seguito: un ideale "Viaggio nella trascendenza", "Un tuffo nell'infinito" che non comporti pretese gnoseologiche o titanici sforzi di conquista, bensì implichi il supporto visionario del "sogno" e l'ausilio dell'"arte", proteiforme ed intuitiva. Anche le Parole hanno le Ali costituisce un tentativo di "risillabare" (secondo la felice espressione ungarettiana) parole ormai usurate, esautorate, per rifondarne il senso originario (poiché "In principio era il Verbo") e restituirle al lettore primigenie e sorgenti. Alieni dall'egotismo e dal lirismo puro, i versi di Viscusi non sfociano neppure in canto corale: essi traducono stati d'animo personali nelle diverse forme del poemetto, di strofe uniche di breve respiro e di fulminee didascalie capaci di interpellare, ciascuna a suo modo, l'esperienza di ognuno, di farsi interrogazione dell'unica "umanità in cammino"... Così, anche il volume di Viscusi vuol zittire "le chiacchiere" per essere «voce che canta al cospetto dell'infinito».
Giuseppina Commare

Disponibile anche il volume, edito dall'artista nel 2007, "In Forma di Parole" (PDF - 3,97MB)
Poesia e Cinema
L'anima segreta di Pino Viscusi si chiama anche cinema, da cui trae materia di introspezione, per raccontare e comporre collage digitali.
Chi lo conosce e lo apprezza, come il sottoscritto, sa che Viscusi è un cultore finissimo, uno studioso attento e meticoloso, un autore autentico, essendo capace di investigare ogni dettaglio nel mondo dell'arte. E in questo coinvolgimento è nata la passione per il cinema, rivisitando in modo curiosamente indagatore, votato alla ricerca e desideroso di cogliere gli aspetti segreti del Bello e del Vero. Nella sua prima opera dedicata al cinema, dal titolo "Cogito Ergo Video", pubblicata nel 2010, affronta la verità profonda che emerge da alcuni film del XX secolo, convinto che la storia si può narrare oltre che con le parole le immagini.
Le immagini non esauriscono la storia, ma la integrano, la arricchiscono, la rendono presente, ed è proprio con questi intendimenti che Pino Viscusi, nel testo "Cogito Ergo Video", ha percorso l'intera storia del Cinema, approfondendo il rapporto tra messaggio ed immagine, facendo diventare queste ultime protagoniste assolute, per le emozioni che esse suscitano. Fa questo primo testo ne sono seguiti innumerevoli altri, tutti editi dalla Casa editrice Tecnograph di Bergamo e presentati anno per anno alla Fiera dei Librai, che si tiene ogni anno sul Sentierone della città. Eccoci agli ultimi due suoi volumi "Aria d'Oriente" e "Prove di Cinema".
"Aria d'Oriente", anche attraverso rielaborazione con tecnica digitale di alcuni fotogrammi da film d'animazione, coglie nelle brevi poesie "Haiku", che definisce una poesia senza confini, un elemento basilare d'integrazione dei popoli.
Per diffondere maggiormente le sue opere Viscusi ha pubblicato con la casa editrice youcanprint.it ben nove testi in digitale, in formato Epub layout fisso, consultabili su qualsiasi tablet, smarpthone o altri.
Amanzio Possente

2004 – "Il Viaggio della Parola"

Pino Viscusi – Il Viaggio della Parola

Immagini da leggere, parole da guardare, un libro come un'opera d'arte o un'opera d'arte in forma di libro, scritto, figurato, dipinto, elaborato digitalmente, un affresco di tecniche diverse a comporre un grande collage virtuale per rispondere a una domanda improrogabile: quale sarà la funzione dell'arte nel terzo millennio? "La parola con il suo millenario fardello di esperienze, si arrichisce oggi di nuovi strumenti espressivi, in grado di potenziarne le possibilità comunicative ed esaltare il ritmo narrativo, primo fra tutti per duttilità e versatilità esecutiva, il linguaggio digitale, entrato ormai a far parte della cultura del terzo millennio, capace sia di riprodurre originali con caratteristiche di grande fedeltà, sia soprattutto, di introdurre nel processo riproduttivo una manipolabilità che consente poi vari livelli di intervento e di interazione, dando agli artisti la possibilità di esercitare la propria spontaneità creativa ed interpretativa nell'analisi dei dati visivi con libertà prima sconosciuta.
Vilma Torselli

Il Viaggio della Parola (formato PDF - 130MB)
Il Viaggio della Parola (formato ePub - 66,2MB)


2009 – "Realtà e Sogno"

Pino Viscusi – Realtà e Sogno

Il libro "Realtà e Sogno" di Pino Viscusi affronta la poetica del regista Theo Anghelopulos analizzando i contenuti dei suoi film, che affrontano il dramma storico, sociale, culturale ed esistenziale della sua amata Grecia, coniugando l'immagine (la fotografia in movimento) con la narrazione letteraria (la trama, la sceneggiatura), la pittura (l'uso della luce e del colore) con l'architettura (i rapporti tra i diversi piani). L'excursus si condensa in tre capitoli: il primo tratta la formazione del regista, il secondo presenta Anghelopulos come poeta epico, inventore di atmosfere rarefatte, di eventi filmici inconsueti, di miti difficilmente decifrabili alla luce della tradizionale narrazione, vissuti introspettivamente tra l'autobiografico ed il sognato; la terza parte, la più originale, fa emergere le inconsuete qualità artistiche del regista come grande paesaggista, creatore di ambientazione suggestive, di atmosfere solenni, pregnanti di simboli, in cui le cose naturali e quelle pensate si confondono e coesistono in una quarta dimensione: quella del sogno. Con una raffinata tecnica digitale, sono stati selezionati alcuni fotogrammi, e assemblati tra di loro in una audace operazione di contaminazione e fusione, per estrapolare a guisa di citazione immagini irripetibili che non si devono o possono cancellare.
Ermanno Comuzio

2010 – "Il cuore della Russia nelle immagini del cinema"

Pino Viscusi – Il cuore della Russia nelle immagini del cinema

Pino Viscusi, pittore e letterato, prestato al cinema, presente in questo "Suo quarto saggio" un prezioso materiale iconografico a testimonianza di una appassionata rivisitazione di testi letterari, opere pittoriche e classici del cinema, visti come espressione autentica e ricorrente di un bisogno di spiritualità presente nell'anima russa, almeno dai tempi della sua evangelizzazione. Il percorso di questo libro si snoda tra domande, oggetti, miti, contemplazioni, intermittenze, suggestioni, reperti, intromissioni, sorprese. L'autore passa sopra, un pò a volo d'uccello, come gli innamorati di Chagall, senza voler fare della critica, ma semplicemente immaginando, cogliendo in modo sparso fiori di sensibilità, intromettendoci, ma senza pretese con la nostra soggettività, tra le righe, cercando semplicemente quella condivisione che nasce dal sentimento della bellezza.
Angelo Signorelli

2010 – "L'Estetica del Vuoto"

Pino Viscusi – L'Estetica del Vuoto

Con "L'Estetica del Vuoto", Pino Viscusi continua la sua ricerca sulla "Parola dipinta", ma con una variante che prevede una simbiosi di caratteri orientaleggianti con l'alfabeto occidentale, nell'intento di farli conversare tra loro con diverse modulazioni contrappuntistiche capaci di produrre inconsce sinestesie. Viscusi si è fatto portatore di una visione filosofica, dove la parola diventa forma visiva della nostra mente.
Dopo l'analisi degli arabeschi presenti nelle lettere del mondo Medio–Orientale, Viscusi compie un ulteriore viaggio spostandosi verso l'estremo Oriente e sperimenta quanto già provato in precedenza relativamente agli alfabeti immergendosi nel cuore della cultura e delle identità cinesi, vale a dire i caratteri della lingua cinese. In realtà, già agli inizi degli anni sessanta, Viscusi coglie le essenzialità di alcune forme tipiche dell'arte cinese, come l'astrattismo raffigurato nelle classiche rappresentazioni delle foglie e nelle canne di bambù, forme sulle quali anch'egli si concentra, per riavvicinarsi in tempi più recenti a questo mondo scoprendone la scrittura.
Tomaso Tiraboschi

2011 – "Lo sguardo del cinema sul Giappone"

Pino Viscusi – Lo sguardo del cinema sul Giappone

Pino Viscusi, artista poliedrico ed originale affonda a piene mani in questa ricchissima produzione, nelle pagine del suo libro "Lo sguardo del cinema sul Giappone", imbastisce un'esaudiente retrospettiva che include opere ispirate al Giappone, dirette sia da registi giapponesi che occidentali. Pochi registi si sono sottratti alla tentazione di condividere con lo spettatore le straordinarie suggestioni della cultura giapponese, il cui delicato fascino gli occidentali intuiscono di non poter appieno afferrare. Molte pagine del libro, in particolare quelle relative ai film "Mitsuko, la figlia del samurai" (1936), "Hoichi, il cantore senza orecchi" (1964), "Memorie di una geisha" (2005), intendono fornire al lettore le necessarie informazioni e chiavi di interpretazione, una "cultura in pillole" essenziale ed utile al tempo stesso.
Marcella Croce

2012 – "Giovanna D'Arco tra cinema e letteratura"

Pino Viscusi – Giovanna D'Arco tra cinema e letteratura

Il libro tratta della vicenda storica di Giovanna D'Arco; ha ispirato scrittori e registi, che hanno identificato nell'eroina un "Angelo Liberatore", un "Messaggero divino". Giovanna proclamò con coraggio la sua appartenenza alla Chiesa, rispondendo hai suoi accusatori "Voi non siete la Chiesa, io rispondo delle mie azioni solo al Signore, che è certamente sopra di voi", e rivelò con naturalezza "Le Voci" che la sostennero e la ispirarono. La sua figura ancora oggi è equiparata a simbolo di Libertà. Una affermazione degli artisti della pittura sul cinema in quanto storia e anche quella di Pino Viscusi; c'è chi sostiene che siano trenta/quaranta, chi cinquanta le versioni cinematografiche della storia di Giovanna D'Arco, l'autore ne contempla e viviseziona cinque, certo le più importanti.
Sono stati passati in rassegna i film: "La passione di Giovanna D'Arco" di C.T. Dreyer (1928), "Il processo di Giovanna D'Arco" di R. Bresson (1963), "Giovanna D'Arco al rogo" di R. Rossellini (1955), "Santa Giovanna" di O. Preminger (1957) e "Giovanna la donna" di C.B. DeMille (1917).
Franco Colombo

2014 – "Il Vero e il Bello del cinema coreano"

Pino Viscusi – Il Vero e il Bello del cinema coreano

Nel suo ottavo libro sul cinema, "Il Vero e il Bello del cinema coreano", Pino Viscusi, pittore e letterato, affronta la poetica di alcuni registi – sceneggiatori coreani, dell'ultima generazione, nati tra il 1954 ed il 1973, che esprimono attraverso i film una visione critica e contemporanea della cultura del loro paese, recuperando icone e tradizioni del passato. Pino Viscusi, consapevole che il Cinema, come forma di cultura "alta" si presta ad un esercizio infinito di interpretazioni, ha privilegiato in questa sua opera, non tanto pellicole di qualità, quanto quelle di culto: ipertipiche e ipercaratterizzate, in cui ha intravisto una complessità di intrecci, tematiche e sentimenti, sorrette da inedite immagini che umanizzano in forma reale il vissuto. Viscusi non idealizza il cinema, lo ama così com'è, nei suoi aspetti migliori e peggiori, come materiale comunque degno di attenzione. Non critica mai, piuttosto ordina e classifica, archivia in senso qualitativo fotogrammi su fotogrammi, per intessere un suo racconto nei capitoli: "Venti di Guerra, Incontro con l'Arte, Riti di Iniziazione, Naufragi a Seul, Il Disagio Sociale, La Vendetta, Spunti e Appunti sull'Amore", un affresco di grande attualità di una Corea, priva oggi di ogni certezza, che di generazione in generazione sta lentamente perdendo ogni aggancio con la tradizione in un progressivo processo di occidentalizzazione. Oggi fare cultura significa rovistare nel mucchio, attingere nell'attualità, unico terreno fertile da cui il cinema contemporaneo può trarre ispirazione e linfa per sempre nuove opere.
Chiara Mattucci

2016 – "Aria d'Oriente"

Pino Viscusi – Aria d'Oriente

L'autore Pino Viscusi ha colto nella poesia HAIKU un elemento basilare di integrazione ed unione dei popoli. Tra gli autori trattati: le scuole media Mazzi e il liceo Secco Suardo di Bergamo, i poeti Pasquale Emanuele, Enza Capocchiani, Lella Buzzacchi, Giuseppe Giardina, Virgilia Carbone, Pietro Mosca, Basho, Taro Naka; gli artisti Pietro Garofalo, Alessandro Ghidini, Luana Raffuzzi, Pino Viscusi, Kazuyoshi Nomachi, Kim Ki–Duk, Youri Norstejn, Fan Zeng, Lee H–Ho. Aria D'Oriente è un volume di passioni suggestive, di amore per il silenzio narrante, per l'introspezione suggerita dalla parola pregna di vita spirituale, per le immagini cui rimandano le evocative sillabe di un HAIKU ad un cuore attento e poetico. Viscusi è un ribelle visionario che unisce i sentimenti del pioniere al cuore del poeta ed "Aria D'Oriente" è un volume coraggioso che lascia sbigottiti per la ricerca dell'espressività orientale nel territorio di Bergamo. L'autore, da sempre, nelle sue numerose ed impegnative pubblicazioni, racconta il rapporto tra parola e immagine, tra parola e luce, tra parole e colore, tra parola e spiritualità, tra parola e metafisica, tra parola e bellezza del reale.
Angelo Maurizio Mapelli

2016 – "Prove di Cinema"

Pino Viscusi – Prove di Cinema

"Prove di Cinema" tratta di uniche esperienze cinematografiche di vari autori italiani: Padre Turoldo,Curzio Malaparte, Cesare Zavattini, Indro Montanelli, Alessandro Baricco, Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, del francese Michel Mardore, e delle artiste persiane Forugh Farrokhzad, Shirin Neshat, Nahid Persson Sarvestani. Il tentativo forse più riuscito di coniugare letteratura e cinema e il film "Gli ultimi", tratto da un racconto di Padre David Maria Turoldo sulla vita dei contadini del Friuli negli anni Trenta. Viscusi , nell'avvicinarsi all'opera di Turoldo, riesce a coglierne la tensione spirituale che anima tutto il film. Il "bagliore" creativo di Viscusi si irradia nel capitolo il "Canto delle artiste persiane". La selezione e la ricchezza del materiale fotografico, la scelta dei testi poetici contrappuntati dalle "Poesie Visive" di Viscusi, la narrazione delle opere delle artiste dimostrano il valore di un artista poliedrico che da anni si pone domande e cerca risposte indagando le diverse forme che il cinema ha assunto.
Rocco Carbone
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